Boffo vs. Celentano. Da che pulpito.
Celentano le ha sparate grosse a Sanremo. Punto. Mi pare normale che Avvenire e Famiglia Cristiana rispondano.
Dino Boffo (che Avvenire lo ha diretto dal 1994 al 2009) replica così.
“Non si può mistificare la realtà. Dov’era Celentano quando le testate cattoliche parlavano di Eluana Englaro? Quando soprattutto Avvenire parlava di rispetto e di difesa della vita e della famiglia? Dove era Celentano in tutte le battaglie che abbiamo portato avanti per tutte le Eluane che oggi vogliono vivere e che non voglio essere abbandonate?”
E ancora.
“Provvedimenti su Celentano? C’è qualcosa che non va nel sistema. Non c’è nessuno in un regime di democrazia che possa disporre di un audience di 10 milioni di cittadini e riservarsi di dire quello che passa per la testa. Questa non è libertà di espressione, è spensieratezza. Se lui ieri sera avesse detto “Italiani assaltiamo le caserme e prendiamo le armi” cosa sarebbe successo? Ieri sera è stato un parlare da irresponsabile.”
Beh, io credo che le domande retoriche di Boffo siano peggiori di ciò che intendono commentare. Le opinioni su Famiglia Cristiana e Avvenire diffuse in TV da Celentano sono discutibili e ridicole (o forse peggio, strumentali), ma non saranno il seme che genera schiere di lanzichenecchi pronti a saccheggiare redazioni. Purtroppo, invece, “le battaglie che abbiamo portato avanti per tutte le Eluane” sono le opinioni di alcuni che vogliono, in ogni modo, decidere sulla vita di tutti.
Chiudere i giornali è una sciocchezza grande come una chiesa. Lunga vita a Famiglia Cristiana e Avvenire. E lei Boffo, la smetta di voler imporre agli italiani la posizione della CEI sul testamento biologico. Quelle battaglie non hanno nulla a che vedere con la democrazia.